La grazia del terribile

Progetto, coreografia, danza: Stefania Tansini

Luci: Matteo Crespi

Suono: Claudio Tortorici

Collaborazione artistica: Anna Zanetti

Produzione Nexus

2019

durata 30' minuti

"Le immagini offrono la loro grazia presente nell’istante del gesto percepito".

L’immagine insepolta, Georges Didi-Huberman

Un corpo che traccia il proprio viaggio attraverso pulsioni uguali e contrarie: da un lato scultura in movimento che intensifica e dilata la durata del gesto naturale creando infinite geometrie sulle quali però non si sofferma.  Dall'altro un organismo enigmatico che si contorce, si incrina, si plasma, in balìa delle sue possibilità di metamorfosi.

Il processo di ricerca che ha portato a questo solo è un percorso meditativo, fatto di concentrazione continua e di attenzione al dettaglio, per tentare di mettere in forma le inquietudini e le contraddizioni che ci abitano.

ALTRO:

“Il contorsionismo della figura, delle posizioni e delle direzioni, verso una sorta di trasformazione appartiene a Stefania Tansini. Squaderna muscoli e posture, alla ricerca di punti di non ritorno. Scrutare la centralità dentro di sé è incedere tra modi di stare, di prendersi, di sostenersi. Tansini appare componibile, quasi di quieta creta, finché non entra in risonanza con la contraddizione dell’unione di quegli opposti. Allora, la riflessione si trasforma in una lotta e il movimento si fa indemoniato di colpi e tremiti, da parte a parte. Accompagna tutta l’ampiezza di cui è capace, fino a cancellare il volto con la carezza di entrambe le mani. Il lavoro ha quindi una struttura coreografica seducente.”

Matteo Brighenti, Paneacqua Culture

PREMIO MIGLIOR INTERPRETE Bando Experimenta 2019

"Grande prova di teatro danza, che stupisce e commuove per la grazia e la ricercatezza del gesto. L’attrice

disarticola armoniosamente il corpo, materiale duttile e malleabile, alla ricerca di nuovi equilibri conducendoci

fino ad estreme e terribili conseguenze: disarmonie, spasmi, convulsioni. Creando forme animali e fantastiche

compone un universo in cui la ricercatezza e la precisione tecnica non sono mai schematiche o fine a sé stesse.

Un universo in cui figure vivide e attraenti, nel loro rapido susseg uirsi, risultano essere elementi di una

personale fantasmagoria. Interessante percorso “meditativo” coreografico che passa attraverso le diverse

percezioni corporee, esplorando gli opposti come il dettaglio e la totalità, il dentro e il fuori, il godimento e il

dolore. È la ricerca di un corpo primitivo che esprima la grazia nascosta nella danza rituale di una figura

mostruosa o nella banalità del gesto quotidiano. Intensa l’unione della grazia e la leggerezza del corpo con la

tensione e la vibrazione della sofferenza che la danzatrice riesce a interpretare con notevole competenza

tecnica. Efficaci le luci e raffinata la scelta musicale.

Gianfranco Bergamini, Marco Zappalaglio, Gigi Castelli, Chiara Bettinelli, Max Brembilla e Massimo Nicoli, Nadia Savoldelli e Davide Locatelli