10/09/2019

PANEACQUACULTURE |

Matteo Brighetti

Kilowatt Festival 2019, la danza della bellezza differente

“[…] Il contorsionismo della figura, delle posizioni e delle direzioni, verso una sorta di trasformazione appartiene a Stefania Tansini. Squaderna muscoli e posture, alla ricerca di punti di non ritorno. Scrutare la centralità dentro di sé è incedere tra modi di stare, di prendersi, di sostenersi. Tansini appare componibile, quasi di quieta creta, finché non entra in risonanza con la contraddizione dell’unione di quegli opposti. Allora, la riflessione si trasforma in una lotta e il movimento si fa indemoniato di colpi e tremiti, da parte a parte. Accompagna tutta l’ampiezza di cui è capace, fino a cancellare il volto con la carezza di entrambe le mani. Il lavoro ha quindi una struttura coreografica seducente.[…]”

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