Press

11/10/2025

NID PLATFORM 2025, Krapp’s last post

/ Carlo Lei

Gli open studio alla Nid Platform 2025: Una cronaca.

12/10/2025

NID PLATFORM 2025, Gagarine Magazine

/ Mario Bianchi

Dance, Singular Plural. Uno sguardo sulla NID Platform

28/09/2025

PANEACQUACULTURE

/ Olindo Rampin

Gioco, poema, rito: l’atlante corporeo del Parma Moving Festival

“[…] Studi per M, assolo in costruzione scritto e interpretato da Stefania Tansini, è, forse, tra quelli inseriti in spazi non teatrali, lo spettacolo che interpreta con maggiore complessità lo spazio con cui è chiamato a misurarsi. Il piazzale di ingresso e poi le sale del Museo d’Arte Cinese ed etnografico sono il set di una angosciosa fuga: da minacce esterne, da sortilegi improvvisi, da immaginarie epifanie o da conflitti intrapsichici. Pallida come un’eroina da romanzo, stretta in una divisa deep purple di artistocratica allure, la performer è come inseguita da spettrali immagini della propria mente lungo la tortuosità delle sale del museo, buie o freddamente illuminate, errante tra le teche dove riposano figurazioni di divinità orrifiche e maschere dalle smorfie funebri o scaccia-demoni.[…]”

16/12/2023

Il resto del Carlino

/ Claudia Rocchi

Con L’ombelico dei Limbi il sipario si alza sulla danza

16/12/2023

Corriere Romagna

/ Claudia Rocchi

Stefania Tansini: “Porto Artaud sul palco attraverso il mio corpo”

KLP

/ Vincenzo Sardelli

L’ombelico dei limbi. nella danza di Stefania Tansini – l’urlo di Artaud, Festival Fog Milano

“[…] Questo lavoro è somma di ossimori: rudimentale e sinuoso, levigato e spigoloso, carnale e onirico […]”
“[…] Sincerità estrema nel confessare, senza retorica, le proprie amarezze. Crisi di pensiero. Incapacità di tradurre le ferite in pensieri, parole, coreografie.
Allucinazione e respiro. Una danza grezza. Una performance tragica e blasfema, sulla bocca di un vulcano pronto a esplodere. Un’arte iconoclasta, imprevedibile, nevrotica. Un delirante senso di misticismo.
Stefania Tansini prosegue il proprio percorso di ricerca procedendo per sottrazione. Cercando autenticità senza virtuosismi. Essenziale. Disposta a entrare nelle zone d’ombra neppure troppo dissimulate della nostra epoca. Che si muove sul crinale tra edonismo e solitudine.”

23/06/2024

PANEACQUACULTURE

/ Michele Pecorino

Incanto Effimero. Stefania Tansini e la poetica della caducità, Festival Interplay, Torino

“[…] La danzatrice, attraverso questo lavoro, ha saputo condurre ogni singolo astante, seppur non rivolgendoglisi mai direttamente, dentro la dimensione misteriosa e al tempo stesso fugace che le tracce del mondo fisico raggiungono. Gesti, movimenti, parole, suoni, incontri e altro ancora sono elementi che appartengono all’instabile. Si manifestano per un istante per poi perdersi e non lasciare traccia di se stessi.[…]”.

“[…] La ricerca di Stefania Tansini, attraverso il suo corpo che muta le sue forme per ricercarne delle nuove, si spinge verso un’incostante autenticità che rimane inafferrabile. Le apparizioni effimere sembrano lanciarsi verso un vuoto dove la caduta non giunge mai al suo compimento ultimo. Lo spettatore, come colto da bagliori, si lascia catturare per poi consapevolmente smarrirsi in essi..[…]”.

“[…] Ancora una volta l’artista premio UBU 2022 nella categoria miglior performer under 35 si è rivelata essere una autrice prolifica e attenta al movimento, nel suo essere presenza e assenza al tempo stesso.[…]”

27/06/2024

CAMPADIDANZA

/ Marinella Guatterini

L’ombelico dei limbi. L’Assolo questo (s)conosciuto/ Mostrami come balli e ti dirò chi sei, Festival Fog Milano

“[…] Molto importante al ritorno da una seconda camminata nel parco, è la danza. Ovvero, un reticolo di gesti precisi, geometrici e non, quasi robotici, che sezionano il corpo in parti diseguali e perciò di grande originalità. Tansini passa dalla chiusura all’apertura della sua silhouette in velocità e calma, e in scabra riluttanza per ogni effetto non in sintonia con la celata inquietudine e la distruttiva/ costruttiva ambiguità: un processo difficilissimo e teso, vestito in casacca nera. L’oculatezza di questo a nostro avviso straordinario Ombelico dei limbi vuole che ogni dettaglio (il vestiario, i radi oggetti, i segni sulla pelle) collimi con la spudorata e ribelle riflessione di un corpo-ossimoro vivente, di una doppiezza capace di arrendere ai propri scopi pure la voce.” […]

07/07/2024

LA FALENA: Numero 1-2024 / Giugno 2024

/ Fabio Acca

L’OMBELICO DEI LIMBI di STEFANIA TANSINI

“[…] È chiaro che Tansini, nel suo L’ombelico dei limbi, non cerca vie facili alla danza e alla coreografia. Quello che semmai percorre è la coraggiosa fusione di elementi sensoriali a servizio di una complessa cartografia dell’essere umano, colto nella sua utopia di trasformazione in un corpo – come direbbe ancora Artaud – “senza organi”. Per farla finita con istituzioni, processi o consuetudini che, oggi più che mai, impongono a priori l’appartenenza a una identità.”

16/07/2024

IL MANIFESTO

/ Lucrezia Ercolani

Stefania Tansini: «Ho tradito Artaud, ma non il suo vitalismo», Santarcangelo Festival

“[…] il lavoro di Tansini spicca per la radicalità della presenza, per la composizione non didascalica pensata su pieni e vuoti, e per il rapporto antigerarchico, di co-esistenza, con uno spazio evocativo come l’ex cementificio Buzzi, ridotto a una rovina dopo la chiusura..” […]

19/07/2024

CAMPA DI DANZA

/ Chiara Mannucci

“L’ombelico dei limbi”, Stefania Tansini inscena un teatro degli organi, Santarcangelo Festival

“[…] Un corpo plastico il suo che va oltre i propri limiti, a volte parassita, lento, a volte etereo, impalpabile. Dis/organizzato, sospende le gerarchie tra gli organi e si rivolta alla dittatura del significato. Anche di quello linguistico intonando cantilene sillabanti e sussurrando dittonghi scontornati.” […]

“[…] C’è qualcosa di animale in lei. Ma anche di straziantemente umano nel suo stato di presenza.” […]

27/07/2024

KLP

/ Mario Bianchi

Panzetti/Ticconi, Tansini e gli altri: la danza a Santarcangelo Festival

“[…] Ne “L’ombelico dei limbi”, ancora una volta esemplare nella sua gestualità ammaliante ci è parsa Stefania Tansini, per l’intera durata della performance” […]

30/07/2024

STRATAGEMMI

/ Riccardo Corcione

Santarcangelo 2024. Corpo e spazio secondo Stefania Tansini e Valentina Medda

“[…] come schiacciata da un reale opprimente, Tansini pare rincorrere quel «qualcosa che esiste» con movimenti che scappano dall’io, lo de-soggettivizzano mentre quasi disarticolano il corpo, in spasmi che rimandano alla folle solitudine di Artaud. L’ex-cementificio, in meno di un’ora, diventa un luogo dello spirito, dove persino gli elementi surrealisti dello spettacolo (dai guanti in pelle all’inchiostro azzurro sul braccio, dalla chioma-serranda sul volto al lenzuolo in cui il corpo si avvolge) sembrano emersi dalle crepe e dalle finestre rotte.”

07/10/2024

MADE IN POMPEI

/ Nicoletta Severino

L’ombelico dei Limbi di Artaud diviene performance a Napoli con Stefania Tansini

“[…] Un corpo alienato, quello proposto in maniera diretta dall’artista, fatto di capelli, respiri, pavimento, enormi lenzuola; un corpo alienato che cerca dentro e fuori di sé, che si muove nello spazio per cercare un suo spazio, che respira e che ansima, che si tormenta, ma mai si arrende.” […]

30/10/2024

BANQUO MAGAZINE

/ Cristina Peretti

“L’ombelico dei limbi”: dialogo con Stefania Tansini

“Nuovi linguaggi, esplorazione e novità: dal 17 al 21 ottobre, il Romaeuropa Festival ha ospitato Dancing Days, la rassegna, frutto di un lavoro di network, grazie alla collaborazione con la rete europea Aerowaves e con […]”

01/11/2024

Torino sette

/ Monica Sicca

I tormenti di un corpo alienato e di un’identità frammentata

“[…] L’avevamo vista a giugno ospite dell’Interplay al mao e ora […]”

07/11/2024

PANEACQUACULTURE

/ Michele Pecorino

L’Ombelico dei Limbi: tra i frammenti destrutturati della poetica corporea di Stefania Tansini

“[…] L’Ombelico dei Limbi si rivela essere un viaggio introspettivo che si inerpica tra tensioni e costrutti che la performer scardina poeticamente. Si tratta di una performance in cui l’io si disgrega nel suo legarsi a una fisicità tormentata, andando oltre il tempo e lo spazio. È inoltre insito nel lavoro un incessante dialogo tra macro e micro, tra grandi e piccoli sistemi, dove si presenta una fluida trama di associazioni e dislocazioni non soltanto motorie, ma anche verbali e di senso.[…]”.

19/12/2024

L'OCA CRITICA

/ Alessandro Bernardini

Festival delle Colline Torinesi 2024

“[…] Con la sua precisa eleganza e la dirompente presenza scenica che la caratterizza, la giovane coreografa piacentina si conferma, con questo lavoro, uno dei più fulgidi talenti della ricerca coreografica nostrana […]”.

08/12/2023

Dentro la casa di Ilenia_arte

/ Ilenia Cugis

“My body solo” di S. Tansini_sul corpo femminile

29/06/2022

MEER spettacoli

/ Marinella Guatterini

My body solo, Teatro Out Off

“[…] nell’assolo My body solo entra in scena con la sua esile figura in maglietta e pantaloni e trasforma se stessa in una incessante affabulatrice muta su di un palcoscenico (del Teatro Out Off) diviso tra scuro e chiaro-oro. Superlativo il ricamo dei gesti che talvolta sembrano voler interloquire con l’altro da sé, in una variegata gamma di posizioni, soprattutto a terra. […]”.

10/03/2022

Brescia Oggi

/ Sara Polotti

Una danza primitiva inedita e slegata

10/03/2022

Brescia Oggi

/ Sara Polotti

In scena voglio portare il coinvolgimento dell’esistenza intera

09/03/2022

Brescia Oggi

/ L.Fert

Con “My body solo” l’arte si fa corpo e vita

18/10/2021

SguarDimora

/ Francesca Giuliani

Prova aperta My Body solo

10/10/2021

Corriere Romagna

/ Rita Giannini

Prova aperta My Body solo

04/11/2020

RomaEuropa

/ redazione

Vincitrice DNA Appunti Coreografici 2020

“[…] il parere della giuria DNA è concorde nel sostenere la ricerca di Stefania Tansini, per la genuina investigazione del lavoro corporeo percepita nel suo progetto MY BODY, per il linguaggio rigoroso e la costruzione sonora.

Nella forma degli appunti coreografici proposti intravediamo nel suo lavoro, maggiori spiragli di possibili aperture e sviluppo di un linguaggio personale e proprio. Il nostro invito caloroso è quello di approfondire la sua ricerca in questa direzione. […]”

25/10/2020

/ Alessandro Carli

Prova aperta My body solo

“[…] La “prova aperta” dell’assolo di Stefania Tansini è, nel suo non essere ancora del tutto compiuto, un lavoro che convince pienamente: una ricerca sul limite corporeo della danza, ma allo stesso tempo un’importante “monologo” di contaminazione in cui la voce (bello l’urlo “My space”), piedi battuti a terra e gli schiaffi delle mani sulle gambe “scrivono” sonorità ben levigate e propedeutiche al messaggio che vuole trasmettere alla platea.[…]”

24/10/2020

Corriere Romagna

/ Claudia Rocchi

Stefania Tansini al Petrella

24/10/2020

Corriere Romagna

/ Claudia Rocchi

Da soli o in comunità l’importante è relazionarsi

28/09/2020

Corriere Romagna

/ Maria Teresa Indellicati

Stefania Tansini, “My body” in danza a Forlì

10/03/2020

Teatro Grande di Brescia

/ Alessandra Troncana

L’incontro giusto – Rassegna stampa My body solo

06/10/2019

Laboratorio Teatro Officina

/ Gianfranco Bergamini, Marco Zappalaglio, Gigi Castelli, Chiara Bettinelli, Max Brembilla e Massimo Nicoli, Nadia Savoldelli e Davide Locatelli

PREMIO MIGLIOR INTERPRETE Bando Experimenta 2019 | per La grazia del terribile

“[…]Grande prova di teatro danza, che stupisce e commuove per la grazia e la ricercatezza del gesto. L’attrice disarticola armoniosamente il corpo, materiale duttile e malleabile, alla ricerca di nuovi equilibri conducendoci fino ad estreme e terribili conseguenze: disarmonie, spasmi, convulsioni. Creando forme animali e fantastiche compone un universo in cui la ricercatezza e la precisione tecnica non sono mai schematiche o fine a sé stesse. Un universo in cui figure vivide e attraenti, nel loro rapido susseg uirsi, risultano essere elementi di una personale fantasmagoria. Interessante percorso “meditativo” coreografico che passa attraverso le diverse percezioni corporee, esplorando gli opposti come il dettaglio e la totalità, il dentro e il fuori, il godimento e il dolore. È la ricerca di un corpo primitivo che esprima la grazia nascosta nella danza rituale di una figura mostruosa o nella banalità del gesto quotidiano. Intensa l’unione della grazia e la leggerezza del corpo con la tensione e la vibrazione della sofferenza che la danzatrice riesce a interpretare con notevole competenza tecnica. Efficaci le luci e raffinata la scelta musicale.[…]”

Scene Conteporanee

PREMIO RETE CRITICA 2021 a La grazia del terribile

“[…] Uno spettacolo che restituisce al corpo la sua centralità, liberandolo da superflue installazioni e permettendogli di vivere unicamente dei sui impulsi; per aver narrato una metamorfosi fatta di contorsionismi e contraddizioni, tra rigorose geometrie e fluidità assoluta, senza mai trascurare una matematica aderenza alla musica; per aver dato contemporaneità ad una danza propria di antichi rituali […]?

25/02/2022

Piacenza - Cultura e Spettacoli

/ Matteo Prati

Inquietudini contemporanee al Filo con i due quadri di Tansini e Napoli

25/07/2022

Libertà

/ Matteo Prati

Una ricerca sul corpo che s’incrina, si plasma e modifica nel tempo

Il cittadino di Lodi

/ Annalisa Degradi

Intervista. “Tutto è iniziato ad un corso di teatro al Cazzulani…”

27/09/2020

Corriere Romagna

/ Maria Teresa Indellicati

Lavorando espongo il mio corpo ma lo faccio con responsabilità

05/05/2022

NUDA

/ Nuova Danza

Intervista per Movimento Danza

04/12/2022

Il cittadino di Lodi

/ Annalisa Degradi

l premio UBu è lodigiano: Stefania Tansini vince l’Oscar del teatro italiano

07/07/2020

Il Gufetto

/ Sonia Coppoli

Punti di ristoro

“[…] In Punti di ristoro il vuoto mette in scena il ritmo che incalza, la ricerca disperata e dolorosa di un femminile perduto che viene perpetrata in tutti gli elementi naturali e nelle fibre del corpo. Il movimento non è mai danzato, non segue esattamente la musica mentre il corpo risponde alla propria naturale attitudine al movimento in una ricerca viscerale delle radici del femminile umano. Ne risulta una danza sempre più disarticolata e destrutturata con punte di estrema espressività.[…]”

28/07/2020

Gli Stati Generali

/ Andrea Porcheddu

Kilowatt San Sepolcro: il piacere del festival

“[…] In Punti di ristoro il vuoto mette in scena il ritmo che incalza, la ricerca disperata e dolorosa di un femminile perduto che viene perpetrata in tutti gli elementi naturali e nelle fibre del corpo. Il movimento non è mai danzato, non segue esattamente la musica mentre il corpo risponde alla propria naturale attitudine al movimento in una ricerca viscerale delle radici del femminile umano. Ne risulta una danza sempre più disarticolata e destrutturata con punte di estrema espressività. […]”

Torna in alto