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Vincenzo Sardelli

L’ombelico dei limbi. nella danza di Stefania Tansini – l’urlo di Artaud, Festival Fog Milano

“[…] Questo lavoro è somma di ossimori: rudimentale e sinuoso, levigato e spigoloso, carnale e onirico […]”
“[…] Sincerità estrema nel confessare, senza retorica, le proprie amarezze. Crisi di pensiero. Incapacità di tradurre le ferite in pensieri, parole, coreografie.
Allucinazione e respiro. Una danza grezza. Una performance tragica e blasfema, sulla bocca di un vulcano pronto a esplodere. Un’arte iconoclasta, imprevedibile, nevrotica. Un delirante senso di misticismo.
Stefania Tansini prosegue il proprio percorso di ricerca procedendo per sottrazione. Cercando autenticità senza virtuosismi. Essenziale. Disposta a entrare nelle zone d’ombra neppure troppo dissimulate della nostra epoca. Che si muove sul crinale tra edonismo e solitudine.”

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