Press
Madeleine
07/10/2025
NID PLATFORM 2025, Artribune
/ Laura Bovione
11/10/2025
NID PLATFORM 2025, Krapp’s last post
/ Carlo Lei
12/10/2025
NID PLATFORM 2025, Gagarine Magazine
/ Mario Bianchi
28/09/2025
PANEACQUACULTURE
/ Olindo Rampin
Gioco, poema, rito: l’atlante corporeo del Parma Moving Festival
“[…] Studi per M, assolo in costruzione scritto e interpretato da Stefania Tansini, è, forse, tra quelli inseriti in spazi non teatrali, lo spettacolo che interpreta con maggiore complessità lo spazio con cui è chiamato a misurarsi. Il piazzale di ingresso e poi le sale del Museo d’Arte Cinese ed etnografico sono il set di una angosciosa fuga: da minacce esterne, da sortilegi improvvisi, da immaginarie epifanie o da conflitti intrapsichici. Pallida come un’eroina da romanzo, stretta in una divisa deep purple di artistocratica allure, la performer è come inseguita da spettrali immagini della propria mente lungo la tortuosità delle sale del museo, buie o freddamente illuminate, errante tra le teche dove riposano figurazioni di divinità orrifiche e maschere dalle smorfie funebri o scaccia-demoni.[…]”
L'ombelico dei limbi
KLP
/ Vincenzo Sardelli
“[…] Questo lavoro è somma di ossimori: rudimentale e sinuoso, levigato e spigoloso, carnale e onirico […]”
“[…] Sincerità estrema nel confessare, senza retorica, le proprie amarezze. Crisi di pensiero. Incapacità di tradurre le ferite in pensieri, parole, coreografie.
Allucinazione e respiro. Una danza grezza. Una performance tragica e blasfema, sulla bocca di un vulcano pronto a esplodere. Un’arte iconoclasta, imprevedibile, nevrotica. Un delirante senso di misticismo.
Stefania Tansini prosegue il proprio percorso di ricerca procedendo per sottrazione. Cercando autenticità senza virtuosismi. Essenziale. Disposta a entrare nelle zone d’ombra neppure troppo dissimulate della nostra epoca. Che si muove sul crinale tra edonismo e solitudine.”
23/06/2024
PANEACQUACULTURE
/ Michele Pecorino
“[…] La danzatrice, attraverso questo lavoro, ha saputo condurre ogni singolo astante, seppur non rivolgendoglisi mai direttamente, dentro la dimensione misteriosa e al tempo stesso fugace che le tracce del mondo fisico raggiungono. Gesti, movimenti, parole, suoni, incontri e altro ancora sono elementi che appartengono all’instabile. Si manifestano per un istante per poi perdersi e non lasciare traccia di se stessi.[…]”.
“[…] La ricerca di Stefania Tansini, attraverso il suo corpo che muta le sue forme per ricercarne delle nuove, si spinge verso un’incostante autenticità che rimane inafferrabile. Le apparizioni effimere sembrano lanciarsi verso un vuoto dove la caduta non giunge mai al suo compimento ultimo. Lo spettatore, come colto da bagliori, si lascia catturare per poi consapevolmente smarrirsi in essi..[…]”.
“[…] Ancora una volta l’artista premio UBU 2022 nella categoria miglior performer under 35 si è rivelata essere una autrice prolifica e attenta al movimento, nel suo essere presenza e assenza al tempo stesso.[…]”
27/06/2024
CAMPADIDANZA
/ Marinella Guatterini
“[…] Molto importante al ritorno da una seconda camminata nel parco, è la danza. Ovvero, un reticolo di gesti precisi, geometrici e non, quasi robotici, che sezionano il corpo in parti diseguali e perciò di grande originalità. Tansini passa dalla chiusura all’apertura della sua silhouette in velocità e calma, e in scabra riluttanza per ogni effetto non in sintonia con la celata inquietudine e la distruttiva/ costruttiva ambiguità: un processo difficilissimo e teso, vestito in casacca nera. L’oculatezza di questo a nostro avviso straordinario Ombelico dei limbi vuole che ogni dettaglio (il vestiario, i radi oggetti, i segni sulla pelle) collimi con la spudorata e ribelle riflessione di un corpo-ossimoro vivente, di una doppiezza capace di arrendere ai propri scopi pure la voce.” […]
07/07/2024
LA FALENA: Numero 1-2024 / Giugno 2024
/ Fabio Acca
“[…] È chiaro che Tansini, nel suo L’ombelico dei limbi, non cerca vie facili alla danza e alla coreografia. Quello che semmai percorre è la coraggiosa fusione di elementi sensoriali a servizio di una complessa cartografia dell’essere umano, colto nella sua utopia di trasformazione in un corpo – come direbbe ancora Artaud – “senza organi”. Per farla finita con istituzioni, processi o consuetudini che, oggi più che mai, impongono a priori l’appartenenza a una identità.”
16/07/2024
IL MANIFESTO
/ Lucrezia Ercolani
“[…] il lavoro di Tansini spicca per la radicalità della presenza, per la composizione non didascalica pensata su pieni e vuoti, e per il rapporto antigerarchico, di co-esistenza, con uno spazio evocativo come l’ex cementificio Buzzi, ridotto a una rovina dopo la chiusura..” […]
19/07/2024
CAMPA DI DANZA
/ Chiara Mannucci
“[…] Un corpo plastico il suo che va oltre i propri limiti, a volte parassita, lento, a volte etereo, impalpabile. Dis/organizzato, sospende le gerarchie tra gli organi e si rivolta alla dittatura del significato. Anche di quello linguistico intonando cantilene sillabanti e sussurrando dittonghi scontornati.” […]
“[…] C’è qualcosa di animale in lei. Ma anche di straziantemente umano nel suo stato di presenza.” […]
24/07/2024
GAGARIN MAGAZINE
/ Michele Pascarella
27/07/2024
KLP
/ Mario Bianchi
“[…] Ne “L’ombelico dei limbi”, ancora una volta esemplare nella sua gestualità ammaliante ci è parsa Stefania Tansini, per l’intera durata della performance” […]
30/07/2024
STRATAGEMMI
/ Riccardo Corcione
“[…] come schiacciata da un reale opprimente, Tansini pare rincorrere quel «qualcosa che esiste» con movimenti che scappano dall’io, lo de-soggettivizzano mentre quasi disarticolano il corpo, in spasmi che rimandano alla folle solitudine di Artaud. L’ex-cementificio, in meno di un’ora, diventa un luogo dello spirito, dove persino gli elementi surrealisti dello spettacolo (dai guanti in pelle all’inchiostro azzurro sul braccio, dalla chioma-serranda sul volto al lenzuolo in cui il corpo si avvolge) sembrano emersi dalle crepe e dalle finestre rotte.”
07/10/2024
MADE IN POMPEI
/ Nicoletta Severino
“[…] Un corpo alienato, quello proposto in maniera diretta dall’artista, fatto di capelli, respiri, pavimento, enormi lenzuola; un corpo alienato che cerca dentro e fuori di sé, che si muove nello spazio per cercare un suo spazio, che respira e che ansima, che si tormenta, ma mai si arrende.” […]
30/10/2024
BANQUO MAGAZINE
/ Cristina Peretti
“Nuovi linguaggi, esplorazione e novità: dal 17 al 21 ottobre, il Romaeuropa Festival ha ospitato Dancing Days, la rassegna, frutto di un lavoro di network, grazie alla collaborazione con la rete europea Aerowaves e con […]”
07/11/2024
PANEACQUACULTURE
/ Michele Pecorino
“[…] L’Ombelico dei Limbi si rivela essere un viaggio introspettivo che si inerpica tra tensioni e costrutti che la performer scardina poeticamente. Si tratta di una performance in cui l’io si disgrega nel suo legarsi a una fisicità tormentata, andando oltre il tempo e lo spazio. È inoltre insito nel lavoro un incessante dialogo tra macro e micro, tra grandi e piccoli sistemi, dove si presenta una fluida trama di associazioni e dislocazioni non soltanto motorie, ma anche verbali e di senso.[…]”.
19/12/2024
L'OCA CRITICA
/ Alessandro Bernardini
“[…] Con la sua precisa eleganza e la dirompente presenza scenica che la caratterizza, la giovane coreografa piacentina si conferma, con questo lavoro, uno dei più fulgidi talenti della ricerca coreografica nostrana […]”.
My body solo
08/12/2023
Dentro la casa di Ilenia_arte
/ Ilenia Cugis
29/06/2022
MEER spettacoli
/ Marinella Guatterini
“[…] nell’assolo My body solo entra in scena con la sua esile figura in maglietta e pantaloni e trasforma se stessa in una incessante affabulatrice muta su di un palcoscenico (del Teatro Out Off) diviso tra scuro e chiaro-oro. Superlativo il ricamo dei gesti che talvolta sembrano voler interloquire con l’altro da sé, in una variegata gamma di posizioni, soprattutto a terra. […]”.
04/11/2020
RomaEuropa
/ redazione
“[…] il parere della giuria DNA è concorde nel sostenere la ricerca di Stefania Tansini, per la genuina investigazione del lavoro corporeo percepita nel suo progetto MY BODY, per il linguaggio rigoroso e la costruzione sonora.
Nella forma degli appunti coreografici proposti intravediamo nel suo lavoro, maggiori spiragli di possibili aperture e sviluppo di un linguaggio personale e proprio. Il nostro invito caloroso è quello di approfondire la sua ricerca in questa direzione. […]”
25/10/2020
/ Alessandro Carli
Prova aperta My body solo
“[…] La “prova aperta” dell’assolo di Stefania Tansini è, nel suo non essere ancora del tutto compiuto, un lavoro che convince pienamente: una ricerca sul limite corporeo della danza, ma allo stesso tempo un’importante “monologo” di contaminazione in cui la voce (bello l’urlo “My space”), piedi battuti a terra e gli schiaffi delle mani sulle gambe “scrivono” sonorità ben levigate e propedeutiche al messaggio che vuole trasmettere alla platea.[…]”
28/09/2020
Corriere Romagna
/ Maria Teresa Indellicati
La grazia del terribile
20/07/2019
YouTube
/ Nicola Mancini
20/07/2019
YouTube
/ Marcello Manuali
27/09/2019
WALL STREET INTERNATIONAL
/ Luisa Mariani
06/10/2019
Laboratorio Teatro Officina
/ Gianfranco Bergamini, Marco Zappalaglio, Gigi Castelli, Chiara Bettinelli, Max Brembilla e Massimo Nicoli, Nadia Savoldelli e Davide Locatelli
“[…]Grande prova di teatro danza, che stupisce e commuove per la grazia e la ricercatezza del gesto. L’attrice disarticola armoniosamente il corpo, materiale duttile e malleabile, alla ricerca di nuovi equilibri conducendoci fino ad estreme e terribili conseguenze: disarmonie, spasmi, convulsioni. Creando forme animali e fantastiche compone un universo in cui la ricercatezza e la precisione tecnica non sono mai schematiche o fine a sé stesse. Un universo in cui figure vivide e attraenti, nel loro rapido susseg uirsi, risultano essere elementi di una personale fantasmagoria. Interessante percorso “meditativo” coreografico che passa attraverso le diverse percezioni corporee, esplorando gli opposti come il dettaglio e la totalità, il dentro e il fuori, il godimento e il dolore. È la ricerca di un corpo primitivo che esprima la grazia nascosta nella danza rituale di una figura mostruosa o nella banalità del gesto quotidiano. Intensa l’unione della grazia e la leggerezza del corpo con la tensione e la vibrazione della sofferenza che la danzatrice riesce a interpretare con notevole competenza tecnica. Efficaci le luci e raffinata la scelta musicale.[…]”
Scene Conteporanee
“[…] Uno spettacolo che restituisce al corpo la sua centralità, liberandolo da superflue installazioni e permettendogli di vivere unicamente dei sui impulsi; per aver narrato una metamorfosi fatta di contorsionismi e contraddizioni, tra rigorose geometrie e fluidità assoluta, senza mai trascurare una matematica aderenza alla musica; per aver dato contemporaneità ad una danza propria di antichi rituali […]?
Interviste
03/02/2021
KLP
/ Mario Bianchi
31/05/2023
HARPERS BAZAAR ITALIA
/ Giada Vailati
Varie
22/07/2020
/ Nicola Mancini
07/07/2020
Il Gufetto
/ Sonia Coppoli
Punti di ristoro
“[…] In Punti di ristoro il vuoto mette in scena il ritmo che incalza, la ricerca disperata e dolorosa di un femminile perduto che viene perpetrata in tutti gli elementi naturali e nelle fibre del corpo. Il movimento non è mai danzato, non segue esattamente la musica mentre il corpo risponde alla propria naturale attitudine al movimento in una ricerca viscerale delle radici del femminile umano. Ne risulta una danza sempre più disarticolata e destrutturata con punte di estrema espressività.[…]”
28/07/2020
Gli Stati Generali
/ Andrea Porcheddu
“[…] In Punti di ristoro il vuoto mette in scena il ritmo che incalza, la ricerca disperata e dolorosa di un femminile perduto che viene perpetrata in tutti gli elementi naturali e nelle fibre del corpo. Il movimento non è mai danzato, non segue esattamente la musica mentre il corpo risponde alla propria naturale attitudine al movimento in una ricerca viscerale delle radici del femminile umano. Ne risulta una danza sempre più disarticolata e destrutturata con punte di estrema espressività. […]”