LA MIA RICERCA

Breve descrizione 

La mia ricerca sul movimento si focalizza su come unire peso, spazio e tempo in un rapporto coerente con la forma che il corpo assume, dove per forma intendo una struttura fisica dinamica che agisce in uno spazio.

"Una mente umana potrà immaginare in maniera distinta e simultanea tanti oggetti quante immagini possono formarsi simultaneamente nel suo corpo", scrive Baruch Spinoza. E' su questo principio che si basa la mia ricerca: diverso è l’immaginario e lo stato mentale del danzatore, diversa sarà la forma del corpo.

Il danzatore apre, attraverso la forma del corpo, il suo mondo interno, il suo immaginario. Lo mostra e lo concede alla visione. E attraverso questa forma aperta, fatta non solo di tensioni, lo spettatore può entrare e partecipare a suo modo.

Cercare di mettere in forma un pensiero sul movimento significa quindi tentare di avvicinare mondi interni e intimi, sia di chi guarda e sia di chi agisce. Significa tentare di creare un dialogo diretto tra due intimità.

Questa condivisione d’esperienza è resa possibile a partire da una percezione tecnica del corpo performante, da un utilizzo del corpo, preciso, dettagliato, acuto. Così, a partire da questo tipo di percezione e da un approccio anatomico, è possibile rendere un viaggio intimo un’esperienza condivisibile, e non unicamente soggettiva o auto-referenziale.

Così, il corpo del danzatore, inevitabilmente unico nella sua espressività, nel suo personale e soggettivo approccio al movimento, può essere una porta d’accesso di un discorso che lo trascende.

Nella pratica

L’obbiettivo del training che sta alla base del processo creativo della mia ricerca è quello di rendere il corpo più malleabile e sensibile, pronto a cambiare ritmo, dinamica, stato. Un corpo libero di scegliere, in ogni momento e in ogni luogo, che non si nasconde nel movimento, ma che si disarma. Un corpo che si pone quindi in una condizione di fragilità, che scopriamo anche noi, insieme a lui, nel momento stesso in cui siamo presenti e attenti a noi stessi.

A partire da un ‘reset’ del corpo quotidiano (tramite il respiro, la variazione delle tensioni interne, la ricerca di concentrazione, il cambiamento di percezione, ...) ri-entriamo nel nostro corpo in uno stato fisico e percettivo non quotidiano, ma più profondo, intimo e aperto, che ci permette di cambiare lo spazio (interno ed esterno) e il tempo nel quale il nostro corpo sta e agisce.

Questo processo passa attraverso un approccio tecnico, dai principi fondamentali del linguaggio della danza che riguardano il peso, lo spazio e il tempo, che ci permettono di condividere il percorso di training e rientrare successivamente nell’unicità del nostro movimento e della nostra persona.